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Utente: PlacidaSignora
Nome: Mitì Vigliero
Cultrice di italianità: storie, folklore, antichità, credenze, tradizioni, leggende, gastronomia, libri, persone, parole, pensieri, sorrisi, serenità Per il resto, è tutto scritto qui: www.vigliero.com

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venerdì, maggio 16, 2008

Un ravanello di Rapallo ravanava
una rapita rapa che l'arrapava.

postato da: lventomarel alle ore 16:14 | link | commenti
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domenica, agosto 26, 2007

Romantica
Omar il marò
a Roma s'armò
d'un ramo d'amor
per un'orma di mora

postato da: lventomarel alle ore 13:03 | link | commenti
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giovedì, agosto 16, 2007

rosa rosa rosa rosa
rosa rosa rosa rosa
rosa rosa rosa rosa
e non ne rimase nient

postato da: lventomarel alle ore 00:15 | link | commenti (2)
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martedì, luglio 10, 2007


una cosa è una cosa, un'altra un'altra.

postato da: lavinza alle ore 16:19 | link | commenti (1)
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giovedì, aprile 12, 2007

una cosa è una cosa è una cosa


postato da: lventomarel alle ore 21:53 | link | commenti (2)
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sabato, novembre 04, 2006

Quando manca il contesto

Andava a tentoni
in luogo affollato
un dì il traduttore

Con sommo dileggio
fu tosto additato:
"Tu tasti da ore"

"Orsù siate buoni
non era palpeggio
cercavo l'amore"

postato da: Zu alle ore 17:46 | link | commenti
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mercoledì, novembre 01, 2006

Brezze relazionali

porta parole il vento
e giunge col libeccio
un flusso telepatico

mi sembra un gran portento
codesto grande intreccio
del mondo telematico

postato da: Zu alle ore 15:35 | link | commenti
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domenica, ottobre 29, 2006

Invito a commentare

Il commento e`quella cosa
che si fa per commentare
dopo lo puoi pubblicare
ed appare dentro al blog.

postato da: stragatto alle ore 15:44 | link | commenti
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venerdì, ottobre 20, 2006

(basta una foto che non c'entra niente)

Meraviglia, sciabordio,
nerostelle, luccichio,
trasparenze azzurroblu,
malinconia.

postato da: Zu alle ore 22:21 | link | commenti
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mercoledì, ottobre 11, 2006





Cuneo
succedaneo.



Cuneo,
Di bellezza
Tu sei alveo.
Pensiero bello,
Estemporaneo,
Che fa del cor
Luogo caduceo.

Cuneo,
Rapimento
Momentaneo.
Nella testa
Io mi roteo
Pel Baròl
Tuo conterraneo.

Cuneo,
Patria del
tartufo ipògeo
Sul tuo desco
Non v’è
Crostaceo,
Ché al pensier
Solo mi nauseo.

Cuneo,
Loco poetico
Io ti laureo,
Per me che son
Più litoraneo
L’amarti pur
Mi è sì spontaneo.

Cuneo,
Cuneo, Cuneo.
A volte sei
Vicino a Padoa
Ed è dolor
Sottocutaneo.

Insomma
Cuneo,
Se sei fiscale
Rompi i coglioni.




postato da: lavinza alle ore 12:33 | link | commenti
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sabato, settembre 30, 2006

il persempre è quella cosa
che comincia in uno sguardo
per sbocciare come rosa
profumando cuore e mente

lei ti par meravigliosa
ma t'accorgerai in ritardo
se fugace è la morosa
che al suo cuore stesso mente

postato da: Zu alle ore 23:04 | link | commenti (1)
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martedì, agosto 29, 2006

Qui lo dico e qui lo nego

L'amore è un'esca con l'amo dentro.


postato da: lventomarel alle ore 12:07 | link | commenti (4)
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martedì, agosto 01, 2006

Così divampa

Lei con passione verbalizza amore
soffia parole un po' come le pare
tu ascolta e gongola ma impara
a ponderare il vero, a far la tara
al fuoco che l'accende e alle sue tare
o infine morirai di crepacuore.


postato da: Zu alle ore 12:09 | link | commenti
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domenica, luglio 30, 2006

Ricordate:

se volete partecipare a questo blog con 

poesie maltusiane, limerik, giochi di parole, acrostici ecc,

basta che scriviate all'indirizzo che trovate in alto a sinistra

sul template di Placida Signora


postato da: PlacidaSignora alle ore 02:08 | link | commenti
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martedì, luglio 25, 2006


Domanda.

Ma il pelo era nell'uovo anche prima che il guscio venisse aperto?

postato da: lavinza alle ore 17:54 | link | commenti (1)
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afa-r rime

di navigazion fluviale
una voglia proprio matta
m'è venuta ad una sagra

un'idea per niente male
tutti a bordo di una chiatta
anche quando il fiume è in magra

solo giochi di parole
modellati sul dialetto
senza danno e senza beghe

quando troppo il cuore duole
quando cerco te nel letto
non ci sei e mi fo' le parole crociate

postato da: Zu alle ore 11:13 | link | commenti
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giovedì, luglio 13, 2006


Pensiero stupendo.

-Scrivo le cose più belle
quando non ci penso troppo su-
,
pensò il poeta.

E buttò giù un poema
sovrappensiero.




postato da: lavinza alle ore 15:12 | link | commenti
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martedì, luglio 11, 2006

Haiku dell'Acquario di Genova

 

Se i pescecani

volassero, sarebbe

meglio tuffarsi.

 

 

 

Sonetto Malthusiano

 

Pare che Malthus griderà dai blog:

"E' finita la pappa, pescicani?

Vi rompono i marroni, malthusiani?"

Forse iniziare a spacciare la drog

 

non sarebbe poi male ai pesci dog

di Forza Malthus, quei Malthusconiani

affamati di salumi emiliani

da ormai tre mesi non più tanto in vog

 

ed una pista ai fasci pesci cat

che miagolano “qui non parte il trip

e per noi gatti non c'è tanta tripp!”,

 

taglierei per quei mici con stricnina

in nove parti ed una cocaina,

e in mare li vedrei abbaiar matt!


postato da: brianzolitudine alle ore 19:26 | link | commenti
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lunedì, giugno 26, 2006



Scherzi della natura - 1.

Un pescecane
tentò di abbaiare,
ma rimase muto
come un pesce.



postato da: lavinza alle ore 16:53 | link | commenti
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mercoledì, giugno 21, 2006



I misteri svelati - 1.

I dinosauri sono scomparsi
perché stavano giocando a nascondino
e nessuno è ancora riuscito a trovarli.


postato da: lavinza alle ore 16:52 | link | commenti
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Errore fatale

Un pescecane andò dal dottore

ma sbagliò branchia

e gli prese un malore.


postato da: namaste alle ore 10:33 | link | commenti
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Furtarelli

Rubò un panino appena sfornato

e fu arrestato in fragranza di reato.


postato da: namaste alle ore 10:32 | link | commenti
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martedì, giugno 20, 2006

Qui pro quo (2)

Un matematico biondo di Bolzano
si contava le dita della mano
ed ecco uno studente
 (un tipo impertinente)
gli chiede cosa sia un pozzo cartesiano.


postato da: giannitos alle ore 15:12 | link | commenti (1)
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Qui pro quo

Era un fachiro
quasi normale:
mangiava pane
a levitazione naturale.

 


postato da: giannitos alle ore 12:45 | link | commenti (1)
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mercoledì, giugno 07, 2006

Ai giochi di parole non dar peso
Che non sia quello lieve d'un sorriso
Rimembra invece i gesti e la carezza
Che un tempo ti sfioraron come brezza

(da Non far caso)

postato da: Zu alle ore 22:49 | link | commenti
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giovedì, maggio 18, 2006

Tiraemolla

in mondi astratti
già ve lo siete detti
vi siete attratti
poi chi la fa l'aspetti
tu la bistratti
ma cogli i lampi amati
e vai nei matti
per gli occhi suoi bistrati

postato da: Zu alle ore 14:45 | link | commenti
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martedì, aprile 11, 2006

Per grazia ricevuta


Benedetto sia Tremaglia,
Se 'sta maggioranza quaglia.
Lui partì per la battaglia,
Condottiero di gran vaglia,
Pronto ad arder come paglia
Dei sinistri la marmaglia.
Il padrone del suo circo
Lo incoraggia: forza Mirko!

Ma la lancia sua s'incaglia,
Lui vacilla, s'imparpaglia,
E di Prodi la plebaglia,
Quasi vinta, a lui s'attaglia
E, pel rotto della maglia,
Strappa alfine la medaglia.
Il padrone del suo circo
Non rivinse: grazie Mirko!


postato da: giannitos alle ore 18:10 | link | commenti (1)
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sabato, dicembre 03, 2005

Dadoromanticismo

In questo breve componimento il poeta canta, con toni ora drammatici ora sarcastici, l'infelice amore - platonico - per Didone, giovane allieva costretta per il suo comportamento scandaloso (compare un numero che pare riferirsi all'intera squadra di calcio scolastica) a ritirarsi dal collegio in cui il poeta stesso insegnava. Il disinganno è bruciante, e l'amor proprio del Nostro ne rimane profondamente ferito: "nude idi" sintetizza con forza il doloroso periodo di solitaria riflessione che lo attende.
Il titolo allude chiaramente ad una scelta casuale, non meditata, ma - forse - anche ad un destino già iscritto nel corpo stesso della donna. Interpretazione rafforzata da quell'insistenza sul termine "dna" che assurge a simbolo di un universo ciecamente deterministico.
Si notino gli indiretti accenni alla deformità fisica e alla povertà che tormentavano il Nostro ("dna acido", "adoni", "ducale") e al desolato panorama  interiore ("landa di dune"). La durissima, amara, riflessione che chiude la poesia rielabora un noto proverbio popolare e già prefigura - pur se in forma ancora acerba - la tematica del dualismo bellezza-corruzione più compiutamente sviluppato nella produzione successiva.

Lanciando due dadi

Odi linda educanda ?
Cadi da luna, Didone,
donna decidua ! Di là
cadi, denudando ali.
Laida, nuda, dicendo
"Alunne, addio! Caddi..."
E dandola ad undici
induci aedo dal dna
caldo a nude idi. Dna
acido, landa di dune..

Addio, ludica. Dànne.
"Do". Ed adunca dilani
adoni di dna ducale

Culo di dea dà danni

postato da: Dust alle ore 12:19 | link | commenti (5)
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giovedì, dicembre 01, 2005

inquietudine nella solitudine
abitudine alla sollecitudine
rettitudine per la beatitudine
consuetudine della moltitudine

postato da: kAy979 alle ore 21:34 | link | commenti (4)
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lunedì, novembre 28, 2005

Non so proprio che dirvi, mi piace però nascondervelo

E' il titolo di un post/racconto di fuoridaidenti nel quale si nasconde un giochino che fa molto... Maltusiani & C.
Ovviamente rivelarlo significherebbe togliervi il divertimento che, come si vedrà, nei commenti ci ha un po' preso la mano...

Quindi il consiglio è: andate a scoprirlo di persona.


postato da: riccionascosto alle ore 17:03 | link | commenti
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